Benefici del pistacchio

Pistacchio: ricco di vitamine A e B, omega-6, proteine e sali minerali, combattono l’artrite, la sclerosi multipla, il diabete e le affezioni della pelle. Sono molto energetici e abbassano il colesterolo, ma sono sconsigliati per i sofferenti di colite, ulcere, gastriti e malattie del fegato.

Proprietà nutritive e benefici del Pistacchio di Bronte

Il pistacchio di Bronte può apportare benefici alla salute riducendo alcuni tra i principali fattori di rischio cardiovascolare e svolge una importante azione protettiva. Nel corso degli anni le numerose evidenze scientifiche alla base della relazione esistente fra nutrizione e malattie croniche degenerative hanno stimolato gli studiosi a ricercare il modello di alimentazione più idoneo al mantenimento di un buono stato di salute. Il modello che ha ottenuto più successo ed interesse è la dieta Mediterranea, che oltre alle classiche raccomandazioni di utilizzo corretto ed equilibrato degli alimenti sani, consiglia un regolare consumo di frutta secca date le numerose esperienze cliniche, in differenti aree terapeutiche, che hanno confermato i benefici per la salute umana.

Trattati medici che si occupano della corretta alimentazione molto spesso tengono presente le proprietà benefiche del pistacchio:

Un alimento sano e fortemente energetico, del tutto privo di colesterolo.

Il Pistacchio (nome botanico: Pistacia vera),è un anacardiacea, un’importante famiglia di piante che prendono il nome di angiosperme dicotiledoni, facilmente rintracciabili nei climi caldi. […]

Il pistacchio, come tutta la frutta secca, apporta un elevato potere energetico. Ma è anche, tra questi frutti, il più ricco in proteine e grassi insaturi, e il più povero invece di carboidrati. A 100 grammi di pistacchi essiccati corrispondono circa 601 chilocalorie, 18 grammi di proteine, 8 grammi di carboidrati e 55 grammi di grassi. L'elevato apporto energetico li rende quindi particolarmente indicati nell'alimentazione dei bambini e degli sportivi, mentre sono controindicati in casi di gastroenterocoliti, ulcere gastroduodenali, malattie del fegato. I pistacchi contengono un

elevato quantitativo di minerali, soprattutto fosforo e potassio, e in misura minore calcio, magnesio, vitamina A, nonché alcune vitamine del gruppo B. Il dato più interessante, come del resto per tutta la frutta secca, è rappresentato soprattutto dall'inesistente apporto di colesterolo, in favore invece di una importante e preziosa riserva di grassi polinsaturi, fondamentali per garantire un adeguato apporto di Omega 6. […]

Va ricordato come capiti spesso di trovare sul mercato alimentare qualche prodotto contenente frutta secca ma, ahimè, anche molto sale. Pur con tutti i benefici del dubbio, la frutta secca, pistacchi inclusi, deve essere consumata quanto più possibile con poco sale, poiché in caso di ipertensione, insufficienza venosa e tendenza alla ritenzione idrica, il sale è il più insidioso dei nemici. […]

Dott. Vladimiro Colombi

Redazione Eurosalus


Qualche pistacchio per controllare la glicemia

Finalmente una bella notizia: non è vero che tutto quello che è gustoso faccia male. Quello che spesso viene considerato un "peccato di gola", ovvero la frutta secca - in particolare i pistacchi -, fa bene anche alla salute. E per di più i pistacchi non fanno neanche ingrassare. Di questo benemerito tipo di frutta secca si parla in una revisione appena pubblicata da Nutrition Reviews. L' aspetto più nuovo riguarda non tanto i possibili vantaggi sul fronte cardiovascolare (di cui si parla spesso in relazione alla frutta secca a guscio) e neppure per il controllo del peso (se i pistacchi vengono consumati in porzioni ragionevoli, al posto di altri snack ricchi di carboidrati raffinati), quanto l' aiuto che i pistacchi - e in generale la frutta oleosa - potrebbero rappresentare per il controllo della glicemia.

Lo si è visto anche in un recente studio pubblicato dall' European Journal of Clinical Nutrition in cui alcuni ricercatori canadesi hanno valutato, in dieci adulti sovrappeso peraltro sani, l' impatto sulla glicemia del consumo di pistacchi assunti insieme ad alimenti ricchi di carboidrati. Ebbene: consumando porzioni variabili di pistacchi (28 grammi, 56 e 84) insieme al pane bianco, la risposta glicemica si riduceva in modo significativo (e in maniera dose dipendente) rispetto a quando il pane veniva consumato da solo. «Per capire l' importanza di questo studio - commenta Donatella Caruso, professore di biochimica all' Università degli Studi di Milano - è necessario ricordare che "l' indice glicemico" di un alimento misura quanto i carboidrati forniti sono in grado di aumentare la concentrazione di zuccheri nel sangue (glicemia). Più un alimento aumenta la glicemia, maggiore e più veloce è la secrezione di insulina da parte del pancreas e questo è correlato a un maggiore rischio di sviluppare diabete.

Apparentemente, l' associazione di alimenti proposta in questo studio (pane con pistacchi e pasta o riso con pistacchi) può sembrare deleteria per una dieta, specie se ipocalorica, ma la presenza di alcuni tipi di grassi, come quelli della frutta secca e dell' olio d' oliva, riducono la risposta glicemica, probabilmente modificando l' assorbimento di carboidrati». «Non bisogna però dimenticare - prosegue Caruso - che la frutta secca oleosa, che contiene peculiari antiossidanti e acidi grassi particolarmente efficaci contro le malattie cardiovascolari, ha un elevato contenuto energetico. Perciò il suo consumo deve essere ragionevole e le calorie della frutta secca devono "sostituire" quelle apportate da altri componenti della dieta».

Ma qual è il momento migliore per consumare la frutta oleosa? «Diversi studi - dice Caruso - hanno dimostrato come alimenti con basso indice glicemico, ma elevato contenuto di grassi, come la frutta secca, aumentino il senso di sazietà, perché diminuiscono il tempo di svuotamento gastrico. Si potrebbe quindi consigliare la frutta oleosa come fuoripasto, per arrivare con meno fame ai pasti principali. Per la sua capacità di modulare la risposta glicemica, potrebbe però essere utile anche ai pasti principali, sempre a patto di tener conto del suo apporto energetico.